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Sguardi sul Vietnam: Un Modello di Cultura che Interpella l’Italia

La notizia che il Vietnam si sta impegnando a “mantenere viva la cultura in ogni persona vietnamita” può sembrare, a un primo sguardo, una semplice dichiarazione d’intenti di un paese lontano. In realtà, dietro a questa frase si cela un approccio alla cultura che dovrebbe farci riflettere qui in Italia, paese dalla millenaria tradizione ma che talvolta sembra smarrire il senso profondo di sé.

Cosa significa veramente “mantenere viva la cultura”? Non si tratta, come spesso si è portati a pensare, di un mero esercizio di conservazione museale o di un’ostentazione folcloristica. Significa, piuttosto, riconoscere la cultura come linfa vitale, come quell’insieme di valori, tradizioni, linguaggi, credenze e comportamenti che plasmano l’identità di un popolo e dei suoi individui. Il Vietnam, con la sua storia complessa fatta di dominazioni, guerre e rinascita, ha compreso che la cultura non è un accessorio, ma il fondamento su cui si costruisce il futuro. È il collante sociale, il motore dell’innovazione e la radice del senso di appartenenza.

La Cultura come Bene Comune e non di Nicchia

Pensiamo all’Italia. Siamo fieri della nostra eredità romana, della nostra arte rinascimentale, della nostra letteratura che ha nutrito generazioni. Eppure, quanti sono oggi, soprattutto tra i giovani, a sentirsi pienamente parte di questa cultura? La cultura, da noi, rischia spesso di essere percepita come un’attività per pochi intenditori, un lusso che si può permettere chi ha tempo e denaro. I teatri, le gallerie, i musei, pur essendo scrigni di bellezza, a volte faticano a comunicare con la quotidianità delle persone, a farsi sentire rilevanti nella loro vita. Si crea una dicotomia tra la “grande cultura” e la cultura popolare, quest’ultima talvolta svilita o confusa con un intrattenimento effimero.

L’approccio vietnamita sembra invece suggerire un modello in cui la cultura è intrinseca all’esperienza di ciascuno, non un optional. Tradurre questo qui significherebbe abbandonare l’idea di una cultura calata dall’alto e riscoprire la cultura come pratica quotidiana: dall’apprendimento delle lingue regionali, alla valorizzazione delle ricette della nonna, dal recupero delle feste patronali, all’incoraggiamento della creatività locale in tutte le sue forme. Significa far sì che la scuola non sia solo luogo di trasmissione di nozioni, ma di esperienze culturali vive, che le biblioteche tornino ad essere centri pulsanti di comunità, che ogni città e paese si senta custode di un patrimonio unico da condividere.

La tradizione cattolica italiana, in questo senso, può offrire un prezioso punto di riferimento. Per secoli, la fede ha plasmato la nostra cultura, non solo attraverso l’arte sacra, la musica o la letteratura, ma anche attraverso le usanze, le festività, i riti che hanno scandito la vita delle nostre comunità. La valorizzazione della tradizione cattolica, lungi dall’essere un mero esercizio nostalgico, può rappresentare un modo per riconnettersi con radici profonde, comprendere i valori che per secoli hanno orientato il nostro popolo e riconoscere l’impronta lasciata sulla nostra identità.

Il costume italiano, nelle sue mille sfaccettature regionali, è un altro specchio di questa ricchezza. Dal cibo alla moda, dall’artigianato all’accoglienza, in ogni gesto si cela un pezzo della nostra storia, un modo di essere che ci rende unici. “Mantenere viva la cultura” significa non lasciare che questi preziosi frammenti si disperdano nell’omologazione globale, ma anzi, valorizzarli, reinterpretarli e trasmetterli alle nuove generazioni con entusiasmo e consapevolezza.

L’invito del Vietnam, pur provenendo da un contesto geografico e storico diverso, ci sprona a riflettere. Può la cultura essere il volano per una nuova coesione sociale in Italia? Possiamo reimmaginare la cultura non come un fardello da conservare, ma come una forza viva che ci definisce e ci proietta nel futuro? Forse è tempo di prendere esempio e coltivare, con impegno e visione, la nostra cultura in ogni persona italiana, affinché non sia solo un ricordo, ma una promessa.

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